Se i vostri tappeti hanno bisogno di una revisione generale e di un buon restauro, sarà bene affidarli a istituti o a singole persone che abbiano maturato una certa esperienza in questo campo, specialmente se si tratta di tappeti di seta antichi.
L’attrezzatura e gli strumenti di lavoro nel restauro e nella riparazione sono più o meno gli stessi utilizzati per la tessitura del tappeto; il coltellino da tessitura, le forbici e il pettine di ferro con l’aggiunta di ago e filo, il pungolo, qualche ditale, una piccola cornice di legno, cera, pinzette, matasse di lana, di cotone e di seta (secondo i tipi di tappeto), e anche una serie di pennarelli.
Le frange
All’estremità di quasi tutti i tappeti troviamo le frange che sono costituite, per la precisione, dalla parte iniziale e finale degli orditi del tappeto.
La lora lunghezza varia, secondo la zona di produzione del tappeto, da 2—3 centimetri fino a 15 centimetri, essendo la lunghezza ideale di circa 4 centimetri. Le frange più lunghe di questa misura, per quanto belle e decorative possano essere, generalmente si ingarbugliano, intrappolano i tacchi alti delle scarpe o diventano il giocattolo dei gatti domestici.
Riparazione della cimosa (Gilim-bàft)
La cimosa, il GiIim-bàft, è la parte di tessuto che precede le frange e che, come le frange, protegge le estremità del tappeto, impedendo che un eventuale deterioramento possa raggiungere iI fitto intreccio di trame e orditi e possa velocemente aprire un varco alla completa disgregazione della struttura principale del tappeto.
Nel caso in cui gli orditi e le trame che si trovano nella parte della cimosa si siano logorati o siano completamente disgregati, è necessario ricostruire subito la parte disastrata con fili resistenti e con cuciture normali a “zig-zag”, onde prevenire lesioni maggiori.
Ricucire il bordo
Durante la tessitura, dopo ogni fila di nodi, le trame tra un’ ordito e l’altro vengono attorcigliate ai lati del tappeto, attorno agli ultimi flli di ordito che in questo modo restano strettamente collegati fra loro (shiràzo); poi si cuce un filo distinto (di lana o di seta, secondo il tipo di tappeto), lungo il tappeto, sugli orditi laterali, dall’inizio della tessitura fino all’ultima fila di nodi.
A questa tecnica si dà il nome di shiràze’duzi.
Lo shiràze ha la stessa funzione protettiva della cimosa ed è la parte più esposta al deterioramento e alla consumazione; questo è il motivo per cui nel corso dell’esistenza di un tappeto viene rinnovato più volte, senza peraltro diminuire il valore ed il pregio del manufatto.
L’arricciamento del bordo
Può succedere che i bordi laterali di alcuni tappeti molto fitti e aventi varie trame, come i Sàrugh, i Bijàr, i Kàshàn, gli Esfahàn, i Ghom e i Tabriz ecc., si arriccino.
L’inconveniente si osserva con minore frequenza nei tappeti dalla tessitura rada e ad una sola trama.
In genere il fenomeno è causato da un’eccessiva tensione delle trame attorno agli orditi delle estremità del tappeto, oppure da un’esagerata pressione del pettine sulle file di nodi; ma può essere dovuto anche alla qualità troppo ritorta del filato costituente la trama.
ll problema con un po’ di precisione e di pazienza, può essere risolto anche a casa: si scelgono delle fettucce di linoleum larghe circa 4 centimetri si cuciono a “zig-zag” sul rovescio del tappeto, in corrispondenza dei bordi arrotolati, con ago e filo appropriati.
Il restauro
Se la trama, l’ordito e il vello del tappeto si sono deteriorati per effetto delle tarme, della cenere di sigaretta o di un prolungato sfregamento, i conseguenti buchi e strappi si possono restaurare e si può far riacquistare al tappeto l’aspetto iniziale: ma è un lavoro che compete esclusivamente ai restauratori specializzati.
Ricordate che il tappeto va lavato prima di essere riparato. Ciò è necessario innanzitutto perché i colori delle fibre e del vello del tappeto e la dimensione reale del danno si distinguona meglio se iI tappeto è pulito, e in secondo luogo per motivi d’igiene e per il rispetto dovuto al restauratore.
Prima del restauro viene rimosso dale trame e dagli orditi ciò che rimane dei nodi danneggiati, per mezzo di un ago e di un pungolo. In seguito, e nel caso che la parte danneggiata sia grande, essa viene fissata all’interno della cornice di legno che svolge in questo caso le funzioni del telaio, poi vengono tesi o ricostruiti le trame e gli orditi di quest’area e infine si dà inizio all’annodatura del nuovo vello, ricopiando i disegni delle parti speculari del tappeto. Durante il restauro il tappeto viene riparato con lo stesso nodo con il quale era stato originariamente annodato (senneh o ghiordes). Vanno rispettate anche altre caratteristiche della tessitura originale: per esempio, il numero delle trame. Terminata l’annodatura, si tagliano i peli del vello con forbici dalle punte ricurve, alla stessa altezza di quello originale, poi si stira il retro del tappeto con il ferro caldo per far assestare perfettamente i nodi. Se la parte danneggiata è piccola, è possibile restaurarla ispirandosi direttamente al disegno delle parti speculari del tappeto, ma se è grande si deve procedere all’annodatura dopo aver costruito un modello in carta del disegno. Le fibre utilizzate, come è ovvio, devono essere uguali per colore e materiale a quello del tappeto. Le parti scolorite si possono tingere con matite dai colori permanenti (pennarelli): ma si tratta senza dubbio di una soluzione temporanea poiché, dopo un po’ di tempo, altre fibre si deterioreranno e scoloriranno, rendendo particolarmente evidenti quelle colorate con i pennarelli.
Grinze e pieghe del tappeto
In alcuni tappeti, le trame e gli orditi di lana a lungo andare si allentano, con conseguente raggrinzimento di alcune parti del tessuto.
Non di rado ciò è dovuto alla torsione non uniforme della lana. Purtroppo per questo tipo di danno non esiste un rimedio definitivo. Si consiglia solo, al primo manifestarsi del fenomeno, di sistemare il tappeto in un luogo dove non sia troppo esposto al passaggio delle persone. Se la parte raggrinzita si trova al centro del tappeto, si può tentare di tendere - con l’aiuto di morse e di particolari telai — le trame e gli orditi fino alla misura desiderata.
Nel caso in cui l’arricciatura e la pieghettatura siano di vaste proporzioni, si può procedere alla loro sostituzione con la tessitura di una nuova porzione di tappeto.