Il lavaggio del tappeto
Quando le fibre del vello del tappeto sono attaccate l’una con l’altra, oppure se il tappeto ha perso l’originale morbidezza ed è diventato ruvido o mostra una condizione generale di sporcizia, lo si deve lavare.
E buona norma lavare il tappeto ogni due o tre anni, a seconda del luogo dove viene tenuto e secondo quanto è stato calpestato.
Se scuotendo un angolo del tappeto, fuoriescono piccole quantità di polvere e alcuni pezzettini di lana, si può supporre che è il momento di lavarlo.
Si può anche lavare il tappeto in casa. Raccomandiamo soltanto Ia massima prudenza e rispettando scrupolosamente tutte le regole e gli accorgimenti che l‘operazione richiede, Non vanno assolutamente mai lavati in casa i tappeti di seta, i tappeti antichi o quei pezzi i cui colori non siano resistenti. Questi devono necessariamente essere affidati alle cure d’istituti specializzati nel settore. Prima di effettuare ogni lavaggio si deve provare la resistenza del colore con il sistema già menzionato in precedenza: strofinando, cioè, una pezzuola bianca umida sulle parti più colorate del tappeto, e verificando che su di essa non rimangano tracce di colore: in caso contrario durante il lavaggio i colori si mescolerebbero l’un l’altro e sarebbe del tutto sconsigliabile tentare di lavarli in casa. Nel lavaggio casalingo, oltre all’esperienza, rivestono la massima importanza la prudenza e la delicatezza dei modi. L’attrezzatura e le sostanze impiegate nel lavaggio casalingo sono molto semplici ed essenziali: il battipanni, generalmente di canna, un secchio, un catino, una spazzola di pelo di cavallo alto preferibilmente 3 centimetri, e infine del sapone o uno shampoo speciale.
Se desiderate lavare in casa il tappeto procedete dunque in questo modo: mescolate una tazza di shampoo con dieci parti d’acqua tiepida, e unite al composto così ottenuto due cucchiai d’aceto naturale bianco. La presenza dell’aceto previene il dissolvimento dei colori. Preparati gli strumenti di lavoro e la miscela di shampoo, stendete il tappeto su una superficie liscia, come il pavimento del terrazzo, o in cortile. Intingete la spazzola nella soluzione di shampoo, strofinatela sul vello del tappeto partendo da un angolo e lavate in questo modo tutto il tappeto.
Non immergete mai tutto il tappeto nella soluzione detergente perché le trame e gli orditi non sono esposti alla sporcizia nella stessa misura del vello, perciò necessitano di un lavaggio meno energico. Completato il lavaggio, raccogliete con la spazzola la soluzione di shampoo eccedente sulla superficie del tappeto, e sciacquate poi con acqua tiepida riportando il vello nella sua posizione naturale. Infine, stendete il tappeto con molta cautela al sole, su una superficie asciutta, liscia e solida.
E’ preferibile stendere il tappeto su speciali spalliere in posizione pendente, e che il rovescio del tappeto sia esposto all’aria: si asciugherà più in fretta e uniformemente.
Non esponete mai il tappeto bagnato ai raggi diretti e troppo caldi del sole se non volete veder cambiare i suoi colori.
Non appendete mai il tappeto per farlo asciugare e non stendetelo su un prato.
Ricordatevi di non stendere il tappeto - né per farlo asciugare, né in altre occasioni — di fronte al caminetto o a fianco della stufa, vicino ai radiatori o su superfici sotto alle quali scorrano tubi d’acqua calda, poiché il calore intenso e continuo fa si che l’olio naturale contenuto nelle fibre della lana si secchi, e che, conseguentemente, il tappeto perda la sua lucentezza e le sue fibre si spezzino; senza contare che le scintille provenienti dal camino potrebbero bruciarlo.
Quando ambedue i lati del tappeto sono asciutti e la superficie ha riacquistato la sua naturale consistenza morbida e docile al tatto, riportatelo nel suo luogo abituale. Se è ancora un po’ umido non piegatelo e non stendetelo nel suo posto fisso perché dopo un po’ di tempo le sue fibre marcirebbero con conseguente rapida disgregazione di tutto il tappeto. Abbiamo detto che prima di lavare il tappeto esso va pulito con cura da tutta la polvere, la terra, le fibre spezzate e la peluria accumulata.
Per assolvere a questo compito le lavanderie specializzate usano i battipanni meccanici, mentre a casa si potranno usare i più comuni battipanni di canna di bambù.
Nel caso che laviate un tappeto precedentemente non battuto, la polvere e la terra penetrati al suo interno si trasformeranno, a contatto con l’acqua, in fango e poltiglia, rendendo difficoltoso il lavaggio.
Non usate mai lavatrici iI cui meccanismo sia stato regolato esclusivamente per il lavaggio di stoffe o tessuti fatti a macchina, per lavare tappetini o piccoli poggia piedi fatti a mano; infatti iI calore dell’acqua della lavatrice, le oscillazioni della macchina e la composizione chimica dei detersivi usati nelle lavatrici non sono adatti alle fibre e alla struttura dei nodi del tappeto. Altrettanto sconsigliabile é affidare i tappeti annodati a mano alle lavanderie a secco.
La tarma
La tarma è una delle peggiori calamità, causa per il tappeto di danni talvolta molto gravi.
Un gran numero dei preziosi tappeti tessuti in passato sono stati colpiti e distrutti da questo flagello e oggi di essi rimangono solo il nome e il ricordo.
Nonostante tutti i pericoli che questo insetto invisibile comporta per il tappeto, lottare contro di esso è possibile e relativamente facile; ma prima di elencare i sistemi più efficaci per combatterlo vogliamo accennare alla sua biologia. La tarma è una farfallina dal nome scientifico di Tinea pellionella, è di colore giallo e la sua lunghezza varia tra i 9 e i 12 millimetri.
Le femmine, durante le due o tre settimane di vita, depongono circa cento uova fra le lacerazioni del tappeto o di altri tessuti di lana. A loro volta le uova si trasformano in larve: queste, scavano lunghe gallerie all’interno delle fibre del tappeto e sono le principali artefici del danno.
il nostro più importante consiglio per prevenire la corrosione operata dalle tarme sui tappeti, è quello di lasciare aperte quotidianamente per un po’ di tempo porte e finestre di stanze e saloni, per dare un po’ d’aria ai nostri delicati tessuti annodati.
In Iran, come pure in altre parti del mondo, è consuetudine, in previsione di viaggi lunghi, o d’estate, arrotolare e piegare i tappeti dopo aver messo al loro interno alcune palline di naftalina o di canfora: i vapori sprigionati da queste sostanze creano un ambiente inadatto a questi insetti.
Un altro sistema piuttosto comune per combattere la tarma, consiste nello spruzzare degli anti-tarme, che si trovano in commercio, in varie parti del tappeto, sopra e sotto.
Il tappeto e gli animali domestici
Gli animali domestici che vivono in casa, e specialmente quelli molto irrequieti possono essere fonte di danni anche molto gravi per i tappeti.
Gliacidi, la sporcizia e il colorante esistenti nell’urina e negli escrementi mutano infatti notevolmente la tinta del tappeto e ne rovinano le fibre. Alcuni cani urinano sulle gambe dei tavoli e dei mobili sistemanti sopra il tappeto; se cìò si ripete con frequenza, provoca un veloce deterioramento di certe parti del manufatto. I gatti non sono da meno: affilando gli artigli strappano i fili del tappeto e ne rovinano le frange giocando continuamente con esse. Chi ha in casa animali domestici dovrebbe controllare spesso i tappeti e, alle prime tracce di danno, farli pulire secondo i procedimenti consigliati e di ripararli subito in caso di strappi o abrasioni.
Dieci regole fondamentali
II tappeto lavorato a mano è un bene di valore che, se ben conservato e se trattato con le dovute attenzioni, rimane per molti anni, sempre integro, luminoso e bello.
L’utilizzazione appropriata del tappeto, é uno dei principali accorgimenti da usare per la sua conservazione: è ovvio, ad esempio, che se si stende un tappeto delicato, costoso e dallo sfondo chiaro in un luogo continuo andirivieni, accanto al caminetto o in cucina, in breve tempo sarà logoro, bucato e sporco.
Proponiamo un decalogo di raccomandazioni utili per una buona conservazione dei tappeti.
1.Il tappeto deve essere tenuto il più possibile lontano dalla luce violenta e ininterrotta del sole, va protetto con tende spesse o con persiane che ostacolino l’azione dei raggi solari diretti.
2.E’ bene astenersi dal collocare sul tappeto vasi con piante o fiori con il foro per il drenaggio, o con altri oggetti umidi; nel caso che il tappeto si bagni, bisogna immediatamente rimuovere le tracce di qualsiasi umidità e sporcizia da ambedue i lati.
3.Ogni tanto il tappeto deve essere girato e le sue parti più calpestate vanno poste in altre zone della stanza, in modo che il livello del pelo si uniformi naturalmente con l’esposizione allo sfregamento.
4.I tappeti non devono essere stesi sotto alle porte. Se lo spazio non è sufficiente, la rotazione della porta ne causerà lo stropicciamento e il logoramento.
5.Se i tappeti sono stesi su superfici sdrucciolevoli — come linoleum, parquet e pavimenti di marmo — e specialmente nel caso di tappeti a una sola trama o di seta, essi scivoleranno con facilità sotto i piedi e si sposteranno da una parte all’altra della stanza. Onde evitare quest’inconveniente sarà bene sistemare sotto al tappeto delle fodere, o le particolari reti di poliestere attualmente in commercio, di dimensioni ridotte rispetto alle misure del tappeto.
6.Le corsie poste sulle scale devono essere fissate ai gradini per mezzo di speciali barrette di metallo, per evitare che al nostro passaggio si possano muovere. Sarà bene spostarle periodicamente più su o pìù gìù di qualche centimetro in modo che le parti situate sullo spigolo dei gradini, e quindi sottoposte a una maggiore usura, non siano sempre le stesse e che lo spessore della corsia a poco a poco si uniformi. Ricordando anche che l’attrito continuo e uniforme operato su una zona del tappeto, per esempio dalle gambe di una sedia, fa si che quella parte del tappeto si consumi velocemente a che si laceri. In questi casi è opportuno sistemare nelle zone più esposte al logoramento un pezzo di linoleum o qualcosa facente le stesse funzioni.
1.Se il tappeto si trova su pavimenti di pietra a di mosaico, gli interstizi tra le tessere o tra le mattonelle non devono essere sporgenti né acuminati, altrimenti il tappeto si può lacerare e bucare per effetto della corrosione continua da essi esercitata.
2.Neanche le gambe pesanti dei mobili, delle sedie, dei tavoli, dei letti o altro devono esercitare una pressione costante sul tappeto, e il vello non deve rimanere compresso per lungo tempo. Anche in questi casi sotto alle gambe dei corpi pìù pesanti si può mettere un pezzetto di cartone, di linoleumo legno.
3.Non lasciate mai a lungo la stessa parte del tappeto sotto il letto, o sotto mobili e divani nascosti dalla sguardo: il buio, la mancanza d’aria e l’impossibilità di pulirla facilmente, sono le condizioni più propizie per la formazione di tarmature e di lacerazioni.
4.Ultima regola, ma non la meno importante, è quella di conservare sempre pulito e lindo il vostro tappeto se volete che si mantenga resistente e bello nel tempo; non lo sbattete mai nel tentativo di liberarlo da polvere e terra: abbiamo visto che così facendo i nodi, specie in prossimità delle frange e dei bordi, si possono sciogliere, o anche staccare dall’intreccio di trame e orditi, se l’abitudine dovesse perdurare nel tempo.